lunedì 10 agosto 2009

perchè non prendo l'aereo

L'ultima volta che ho preso l'aereo è stato qualche anno fa quando non ero ancora consapevole di cosa comportasse.... Quali sono le motivazioni?
Ve lo faccio spiegare dalle parole di Marinella Correggia* (raccoglitrice, giornalista e soprattutto amica!)

(aggiunta del 13/04/2011 confermo tutto, ma per motivi che magari spieghero in un post a parte ho deciso di fare un'eccezione... Non è che non mi senta in colpa però :( Quindi dovrò trovare il modo di farmi perdonata da madre natura ^__^"""" )

------------------------------------------------------------------
(Fonte www.coipiediperterra.org)

- Redazione di "Coi piedi per terra": Il trasporto aereo e' un assai grave problema, quali sono i suoi principali effetti nocivi per l'ambiente e per la salute?

- Marinella Correggia: Ce ne sono di quattro tipi.

Tre diretti:

a) impatto sul clima; visti i consumi di kerosene e la connessa produzione di gas serra potenziata dal fatto che le emissioni avvengono ad alta quota con un effetto moltiplicatore, il settore dell'aeronautica civile (non parliamo nemmeno di quella militare!) e' quello il cui contributo all'effetto serra di origine antropica cresce e crescera' piu' velocemente: gia' oggi si parla di un impatto globale pari al 10% delle emissioni totali, che e' tantissimo per un singolo comparto, e in crescita per sovrappiu';

b) impatto sulla salute degli abitanti delle aree "colpite" da aeroporti: inquinamento da polveri sottili e acustico;

c) cementificazione del territorio.

Uno indiretto:

d) il contributo alla logica di un consumismo sempre piu' veloce e a un modello di turismo "mordi e fuggi" in luoghi lontani.



- Un mezzo di trasporto altamente energivoro...

- Marinella Correggia: E' intuitivo che tener su per aria un pesante aereo di energia ne costi tanta. Di fatto le stesse compagnie aeree, con le loro stime al ribasso, calcolano un consumo di oltre 3 litri di kerosene per passeggero ogni 100 km percorsi. Il mezzo piu' energivoro di tutti; insieme all'auto (ma e' difficile che in auto si percorrano in un sol colpo 5.000 km, mentre in aereo e' quasi la norma). La crescita del trasporto aereo di merci e persone e' un classico esempio di come si continui a ballare sulla tolda del Titanic.

-Le compagnie godono di un sostegno finanziario pubblico cospicuo: soldi di tutti sottratti ai servizi sociali e sanitari, ai bisogni e ai diritti di tutti, e regalati a imprese che danneggiano gravemente ambiente e salute, violano diritti fondamentali, diffondono un'ideologia consumista e devastatrice, alienata, mutilante...

- Marinella Correggia: Si': fra esclusione dal Protocollo di Kyoto (si prepara pero' una direttiva europea in materia), esenzioni fiscali (il carburante aereo, il kerosene, non e' tassato; e c'e' l'esenzione dall'Iva) e sussidi pubblici in tutte le fasi (dalla costruzione di aerei e aeroporti all'apertura di nuove rotte), il settore e' trattato come un ente benefico. Madre Teresa in volo.

- L'aereo e' un privilegio per pochi pagato da tutti...

- Marinella Correggia: C'e' un equivoco da chiarire a proposito dei voli low cost, quelli che piu' hanno contribuito all'enorme crescita del settore che entro pochi anni raddoppiera' ulteriormente il contributo al riscaldamento climatico. L'equivoco, in cui cade perfino il Ministero dei Trasporti, e' che non si tratta di un diritto ma di un privilegio perche' solo il 5% della popolazione mondiale vola, ma poi sono soprattutto i contadini afghani, bengalesi o burkinabe', che non volano mai (e che in generale hanno un'impronta energetica assai bassa) a subire le conseguenze maggiori del riscaldamento planetario, in termini di siccita', o inondazioni, o malattie...

Per questo ritengo inaccettabile che si parli di "diritto a volare low cost" come se si trattasse del comunismo realizzato! Piuttosto, e' il consumismo realizzato. E' un diritto di pochi; dunque chiamiamolo privilegio. Se per ipotesi diventasse davvero un diritto di tutti e quindi si estendesse ai 6 miliardi di terrestri, ebbene salterebbe il clima; proprio come avverrebbe se tutti usassero l'auto, o mangiassero tanta carne. Ma i limiti energetici e ambientali impediscono una simile generalizzazione del volo low cost. Che rimane da privilegiati, anche quando un singolo volo Roma-Londra costa 10 euro. Sembra contraddittorio, ma e' la realta'.


- Il ceto politico sembra non percepire la gravita' della situazione...

- Marinella Correggia: E' cosi', soprattutto in Italia. Lo stesso Parlamento quando si e' pronunciato in materia di aeroporti, al massimo ha preso in considerazione l'aspetto, pur importantissimo ma non unico, della salute degli abitanti intorno agli aeroporti. La stessa opinione pubblica italiana e i mass media sono stati indifferenti e ignoranti fino a poco fa. E' da pochi mesi che si leggono articoli anche su grandi organi di stampa.


- Se ne accorgono invece coloro che vivono nei pressi degli aeroporti, per esempio a Ciampino.

- Marinella Correggia: Si', la lotta del Comitato di Ciampino contro i suprusi di Ryan Air pone con tutta evidenza il dilemma: diritto a volare a basso costo o diritto a sopravvivere?

- E' quindi ora di fare qualcosa. Cosa a livello di campagne globali?

- Marinella Correggia: A livello europeo e internazionale bisogna favorire l'inserimento del settore aviazione nel calcolo delle emissioni di gas serra affinche' se non altro il settore debba acquistare i diritti a inquinare (anche se la logica e' perversa) come ogni altro settore economico. Ma questo non basta: cosa si aspetta a chiedere che il kerosene sia tassato, come la benzina o il diesel o la nafta? Questo renderebbe i voli low cost meno economici e ne ridurrebbe la domanda, favorendo inoltre sulle brevi distanze (500-800 km) la mobilita' in treno adesso scoraggiata dalla differenza di costo.

- E cosa a livello di comportamenti personali?

- Marinella Correggia: Intanto, pensarci!

Per i voli a corto raggio in Italia, Europa e perfino nel Mediterraneo:

a) calcolare l'impatto del viaggio aereo, informarsi sulle alternative (anche con sconti: ferrovie, Eurolines, traghetti);

b) viaggiare dunque in treno, bus, nave, riducendo di un fattore sei o dieci l'impatto climatico;

c) considerare le ore di viaggio come parte della vacanza: si possono vedere luoghi diversi da quelli dell'arrivo, si incontrano persone, e' un percorso mentale diverso.

Sulle lunghe distanze:

a) calcolare l'impatto del viaggio aereo (irresponsabilita' climatica che danneggia soprattutto proprio quelli del sud con i quali ci diciamo solidali);

b) concedersi un viaggio ogni tanto (anni...) se proprio abbiamo avuto una bassissima impronta ecologica negli altri settori (tutto il turismo dovrebbe diventare responsabile ma i viaggi dovranno essere molti di meno).

E s se sono viaggi per incontri ecologisti o dei movimenti: forse e' piu' giusto ed equo rimanere a casa e pagare il viaggio a qualcuno del sud.

E poi evitare di acquistare merci che provengano da lontano, soprattutto alimentari freschi (per non dire dei fiori) che devono arrivare per forza in aereo.

- E cosa a livello di intervento delle istituzioni (dal governo, ai ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti, al Parlamento italiano ed europeo, alle Regioni e alle varie agenzie pubbliche che hanno competenze in materia - l'Arpa e le Asl, ad esempio)?

- Marinella Correggia: Ce n'e' per tutti:

a) il governo italiano non dovrebbe limitarsi a mettere ordine nel piano aeroportuale ma capire che se continuera' a star dietro alle previsioni di aumento della domanda costruendo nuovi aeroporti o ampliandoli, non fara' che aumentare ancora la domanda ecc. Chi l'ha detto che non si possano ridurre e revocare le concessioni di volo soprattutto ai low cost per ragioni ambientali e territoriali? Volare low cost non l'ha ordinato il medico (anzi). C'e' poi tutto il capitolo del trasporto merci in aereo, che andrebbe ridotto e disincentivato.

b) L'Italia e' affetta da aeroportite acuta anche grazie a tutte queste compagnie low cost che hanno agitato specchietti per allodole di fronte agli occhi di amministrazioni locali. Queste devono diventare piu' sagge. Non cadere nella rete. Avere il coraggio e l'intelligenza di proporre e perseguire modelli di sviluppo sani per il territorio e non le scorciatoie di un ennesimo aeroporto-che-porti-tanti-bei-turisti-inglesi.

c) Le agenzie pubbliche deputate alla valutazione di impatto ambientale, si spera che comincino ad avere le maniche piu' strette.

d) Il parlamento italiano si ponga il problema di una tassazione del kerosene, che puo' avvenire anche a livello di singolo paese europeo per i voli interni.

e) Il parlamento europeo sta discutendo una direttiva per inserire quantomeno il settore nello schema europeo di commercio delle emissioni. Finora le compagnie aeree non avevano nemmeno quest'obbligo.

f) Gli ambientalisti, organizzati e non, dovrebbero fare molto di piu' perche' le istituzioni si muovano. Ma le stesse organizzazioni del commercio equo o del biologico, perche' non mettono al bando l'aereo come mezzo di trasporto delle loro merci?

g) Bici, telefono, internet, treno: le politiche pubbliche - interventi legislativi, scelte amministrative, campagne ad hoc - potrebbero essere efficaci per promuovere un modello di mobilita' e comunicazione sostenibile. Cosa si sta facendo? Ben poco.


- Ci sono campagne in corso a livello internazionale?

- Marinella Correggia: Si'. A livello europeo in particolare. Si distingue la campagna inglese, in cui i comitati di cittadini lavorano gomito a gomito con gli ambientalisti, molto piu' che in Italia.

- Ci sono esperienze istituzionali e scelte legislative significative a livello internazionale?

- Marinella Correggia: Tre paesi europei - Norvegia, Svizzera e Olanda - tassano il kerosene per i voli interni, seppure in modo assai blando. Non c'e' altro. C'e' una minitassa sui biglietti, a scopi di solidarieta' (il ricavato va alla lotta contro l'Aids e simili) introdotta da paesi del Nord e del Sud del mondo ma e' irrilevante quanto all'impatto ambientale dell'aviazione civile.


- Quale e' la situazione dei movimenti di coscientizzazione ed iniziativa per la riduzione del trasporto aereo in Italia?

- Marinella Correggia: Non e' per farvi i complimenti, ma forse il neonato Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e' il primo - anche rispetto alle aggregazioni ambientaliste - a declinare l'esigenza di una mobilita' sostenibile che riduca all'osso il volo aereo. Gli ambientalisti organizzati hanno fatto molto poco...forse perche' i loro addetti volano forsennatamente, prendendo l'aereo anche se devono andare da Roma a Verona, magari facendosi poi portare in auto dall'aeroporto di Venezia a Verona e ritorno: un caso vero che mi fece inorridire pochi anni fa. Non diciamo il nome, ma era il capo di un'organizzazione ambientalista nazionale. Non gli sara' venuto in mente che in treno avrebbe coperto la distanza dal centro di Roma al centro di Verona in 6 ore scarse e impattando dieci volte di meno?


- Come si puo' promuovere un'adeguata informazione e sensibilizzazione?

- Marinella Correggia: Anche come state facendo voi e il Comitato di Ciampino: un sito, incontri, promuovere il dibattito a livello locale e nazionale.

- Tu sei spesso invitata a partecipare a incontri ed iniziative, come ti muovi?

- Marinella Correggia: In treno. Taluni tragitti europei (Roma-Bruxelles, Roma-Parigi ecc.) per incontri internazionali li faccio in pulman, perche' il costo e' inferiore a prenotare per tempo. I treni sono carissimi e sempre di piu'. Ma ritengo anche che bisognerebbe ridurre il numero di conferenze, incontri ecc. se richiedono grossi spostamenti.


- Turismo responsabile: come?

- Marinella Correggia: Vicino, piu' fantasioso, scoprire il mondo nuovo quasi dietro casa. Gli italiani in particolare sono cosi' avvantaggiati: avrebbero da scoprire cosi' tanto qui, in questa intensa Italia, viaggiando in treno, pulman, bici ecc. e invece vanno nella pietrosa Sharm El Sheik. Ovviamente in aereo.


- Scelte di giustizia, una visione equa e solidale anche nel campo della mobilita'; come?

- Marinella Correggia: Riducendo la mobilita' non necessaria (ad esempio con videoconferenze di lavoro), smettendola con l'ipocrisia dei voli di massa a scopo di "solidarieta' internazionale", in realta' turismo; riscoprendo un turismo intenso e vicino; prendendo il treno nei tragitti inferiori a 800 km (la maggioranza dei tragitti, a livello europeo).


- Un augurio per il nostro comitato.

- Marinella Correggia: Mi sembra che possiate davvero giocare un grande ruolo, che puo' andare oltre il territorio locale. Un organo di stampa del viterbese che sostiene l'aeroporto ha scritto qualcosa come: "insomma, la rivoluzione che parte dalla Tuscia". Credeva di essere ironico, e invece, la rivoluzione (in questo caso dei trasporti ma non solo) parte anche dal luogo in cui si vive e lavora e fa attivismo. Senno', son tutte parole.


-------------------------------------------------------------------

Non vorrei che il post si trasformasse in un elogio di Marinella Correggia, soprattutto perchè so che a lei non farebbe piacere, ma se lo meriterrebbe! :O)
Lei è una di quelli che fa quello che dice.. una di quelle da prendere come ispirazione, "non se la mena per niente" e quando la incontri ti porta dei regalini come marmellate fatte da lei con frutta che ha raccolto da alberi abbandonati, o collanine fatte con semini *__*

Qui trovate qualche notiza più "seria" su di lei:
Marinella Correggia scrittrice e giornalista free lance particolarmente attenta ai temi dell'ambiente, della pace, dei diritti umani, della solidarieta', della nonviolenza; e' stata in Iraq, Afghanistan, Pakistan, Serbia, Bosnia, Bangladesh, Nepal, India, Vietnam, Sri Lanka e Burundi; si e' occupata di campagne animaliste e vegetariane, di assistenza a prigionieri politici e condannati a morte, di commercio equo e di azioni contro la guerra; si e' dedicata allo studio delle disuguaglianze e del "sottosviluppo"; ha scritto molto articoli e dossier sui modelli agroalimentari nel mondo e sull'uso delle risorse; ha fatto parte del comitato progetti di Ctm (Commercio Equo e Solidale); e' stata il focal point per l'Italia delle rete "Global Unger Alliance"; collabora con diverse testate tra cui "il manifesto", e' autrice di numerosi libri, e' attivista della campagna europea contro l'impatto climatico e ambientale dell'aviazione.

1 commento:

Puccina ha detto...

Io non l'ho mai preso... ma più che altro mi fa paura... faccio fatica a salire anche sulle giostre!
Un bacione e buone vacanze!